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Il sitar è lo strumento più riconoscibile della musica classica hindustani del nord dell'India. Con un numero di corde compreso tra 18 e 21 – alcune visibili, altre nascoste sotto il ponticello – produce un suono inconfondibile: profondo, brillante e ricco di armonici. George Harrison lo portò ai Beatles. Ravi Shankar lo portò nel mondo. Ecco la sua storia completa.
Cos'è il sitar? Storia e origine
Il sitar (sitār in hindi) è uno strumento a corde pizzicate della famiglia dei liuti. Il suo nome deriva dal persiano se tār (tre corde), anche se i modelli attuali ne hanno tra le 18 e le 21. Nacque nel nord dell'India nel XIII secolo, influenzato dall'antica veena indiana e dal liuto persiano portato dai Moghul.
Per secoli il sitar fu uno strumento di corte, riservato ai musicisti d'élite formati secondo la tradizione guru-shishya (maestro-allievo). Non esistevano spartiti: tutta la musica veniva tramandata oralmente, di generazione in generazione, come un segreto sacro.
La svolta in Occidente arrivò nel 1965, quando George Harrison ascoltò Ravi Shankar durante le riprese di Help! e ne rimase affascinato. Mesi dopo, il sitar comparve in «Norwegian Wood» dei Beatles. La controcultura hippie adottò lo strumento come simbolo di spiritualità orientale, e Ravi Shankar divenne il primo musicista indiano con un pubblico di massa in Occidente.
Come è costruito il sitar
Il corpo di un sitar tradizionale è composto dalle seguenti parti:
- Zucca (tumba): La camera di risonanza inferiore, ricavata da una grande zucca essiccata. Alcuni sitar da concerto hanno una seconda zucca nella parte superiore del manico.
- Manico (dand): Lungo e cavo, in teak o palissandro, dove si trovano i tasti.
- Tasti (parda): 19-20 tasti curvi in ottone, mobili, legati con del filo. La loro forma curva permette di produrre i caratteristici glissandi (meend) tirando la corda lateralmente.
- Corde principali (kharaj e jod): 6-7 corde in acciaio o ottone che passano sopra il ponticello superiore (jawari). Producono la melodia e i bordoni.
- Corde di risonanza (tarab): 11-13 corde più sottili che passano sotto il ponticello e vibrano per simpatia, aggiungendo quel luccichio etereo che distingue il sitar dagli altri liuti.
Come funziona: la tecnica del sitar
Il sitarista siede a gambe incrociate sul pavimento, appoggiando la zucca sulla caviglia sinistra e tenendo il manico quasi orizzontale. Sull'indice della mano destra indossa il mizrab, un plettro metallico a forma di uncino usato per pizzicare le corde con due colpi base: da (verso l'interno) e ra (verso l'esterno).
La mano sinistra preme le corde sui tasti ed esegue il movimento più caratteristico del sitar: il meend, un glissando ottenuto tirando la corda lateralmente lungo il tasto curvo, che piega l'intonazione fino a due toni e mezzo verso l'alto o verso il basso senza sollevare il dito. Questo ornamento è la firma sonora dello strumento.
La tecnica più impegnativa è la padronanza dello jawari: la forma dell'intaglio del ponticello che conferisce al sitar il suo timbro ronzante e nasale. Un liutaio dedica ore a regolare lo jawari secondo le preferenze del musicista.
I raga: il cuore della musica per sitar
Il sitar non si suona leggendo spartiti occidentali. Il suo linguaggio sono i raga, strutture melodiche della musica classica hindustani che definiscono:
- Le note che si possono usare (e quelle vietate)
- La sequenza ascendente (aroha) e discendente (avaroha)
- Le note enfatizzate e gli ornamenti caratteristici
- L'atmosfera (rasa): serenità, amore, eroismo, terrore…
- Il momento della giornata o la stagione in cui va suonato
Sono documentati oltre 200 raga, anche se i sitaristi ne padroneggiano profondamente tra i 30 e i 50 nel corso della vita. Un'esibizione tradizionale si apre con l'alap (un'esplorazione libera e senza ritmo del raga), seguita dal jor (con l'aggiunta del pulso) e dal jhala (un crescendo ritmico), fino a culminare nel gat, una composizione fissa intrecciata con l'improvvisazione del tabla che accompagna.
Tipi di sitar
Esistono due grandi famiglie di sitar, che si distinguono per numero di corde e stile esecutivo:
- Sitar Ravi Shankar (Imdadkhani): Il più diffuso a livello internazionale. Ha 7 corde principali e 13 di risonanza, con due zucche. Preferito nello stile gharana di Maihar.
- Sitar Vilayat Khan (gayaki ang): Progettato per imitare la voce umana. Ha meno corde di risonanza (9-11) e tasti più bassi. Preferito da musicisti di ispirazione vocale come Shahid Parvez.
Per i principianti, lo stile Ravi Shankar è lo standard nella maggior parte delle scuole ed è quello che si trova nei modelli entry-level sul mercato.
Il sitar nella musica occidentale e new age
Oltre ai Beatles, il sitar ha lasciato il segno nella musica occidentale in diverse correnti:
- Rock psichedelico (1966-1970): i Rolling Stones («Paint It Black»), i Doors, Brian Jones… il sitar divenne sinonimo di coscienza espansa.
- New age e ambient: il bordone continuo e i raga notturni del sitar si adattano perfettamente alla musica per meditazione, relax e yoga.
- World music: da Peter Gabriel ad Anoushka Shankar, che fondono jazz, flamenco e musica classica indiana.
- Cinema: colonne sonore di Bollywood e film occidentali in cerca di un'atmosfera orientale (Indiana Jones, Il libro della giungla del 1967).
Oggi artisti come Anoushka Shankar, Niladri Kumar e Shahid Parvez mantengono il sitar all'avanguardia della musica classica e della fusion globale.
Come imparare il sitar: guida per principianti
Imparare il sitar è un impegno a lungo termine, ma i primi risultati arrivano prima di quanto si pensi:
- Settimane 1-4: Postura corretta, posizionamento del mizrab, incordatura e accordatura. Primi esercizi da-ra (paltas) sulle corde principali.
- Mesi 2-3: Primo raga semplice (Yaman o Bhairavi sono comuni per i principianti). Esercizi base di meend.
- Mesi 4-6: Primo gat (composizione fissa) in teentaal (ciclo di 16 battiti). Coordinazione con il tabla o un metronomo.
- Anno 1-2: Padronanza dell'alap, meend a due toni, ornamenti come gamak e krintan. Possibile prima esibizione pubblica.
Il modo più efficace per imparare è con un guru o insegnante di sitar. Piattaforme online come Udemy e YouTube offrono corsi base, anche se senza la correzione della postura in tempo reale che solo un insegnante di persona può dare.
Confronto: i migliori sitar da comprare
| Modello | Prezzo indicativo | Livello | Caratteristiche |
|---|---|---|---|
| Remo Shankar Student 19F | 200-280 € | Principiante | 19 tasti, teak, 7+11 corde, custodia inclusa. Buona accordatura di fabbrica. |
| Hiren Roy Standard | 350-450 € | Intermedio | Palissandro, corde in acciaio di qualità superiore, jawari più raffinato. Marchio classico di Kolkata. |
| Atlas Student Sitar | 180-230 € | Principiante | Opzione economica per iniziare. Adatto per i primi 1-2 anni. Potrebbe richiedere una regolazione del jawari. |
| Kanai Lal Concert Grade | 700-1.200 € | Avanzato | Realizzato interamente a mano. Per musicisti con 3+ anni di esperienza. |
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Domande frequenti sul sitar
Cos'è il sitar?
Uno strumento a corde pizzicate dell'India con tra le 18 e le 21 corde (7 principali e 11-13 di risonanza). È lo strumento più rappresentativo della musica classica hindustani del nord dell'India.
Quante corde ha un sitar?
Tra 18 e 21 in totale: 6-7 corde principali suonate con il mizrab e 11-13 corde di risonanza (tarab) che vibrano per simpatia, dando al suono il suo caratteristico luccichio.
Il sitar è difficile da suonare?
Ha una curva di apprendimento ripida. La postura, l'uso del mizrab e la padronanza del meend richiedono mesi. I primi raga semplici si imparano in 3-6 mesi con lezioni regolari.
Cos'è un raga?
Una struttura melodica della musica classica indiana che definisce le note consentite, l'atmosfera e il momento della giornata in cui va suonato. Non è una scala fissa, ma un sistema di regole per l'improvvisazione.
Qual è la differenza tra sitar e tanpura?
Il sitar è lo strumento melodico principale. Il tanpura è lo strumento di accompagnamento che fornisce il bordone continuo, con solo 4 corde e nessun ruolo melodico.
Chi è Ravi Shankar?
Ravi Shankar (1920-2012) è stato il sitarista più influente del XX secolo. Ha portato la musica classica indiana in Occidente, ha collaborato con George Harrison dei Beatles e ha vinto tre Grammy.
Quale sitar dovrebbe comprare un principiante?
Un sitar da studente con 19 tasti, in teak o palissandro, a circa 150-300 €. Marchi come Remo Shankar, Hiren Roy o Atlas sono buone opzioni. Evita i sitar sotto i 100 €.
Cos'è il mizrab?
Il plettro metallico a forma di uncino che il sitarista indossa sull'indice della mano destra, usato per pizzicare le corde con i colpi da (verso l'interno) e ra (verso l'esterno).
Come ha influenzato il sitar la musica occidentale?
George Harrison lo introdusse nei Beatles («Norwegian Wood», 1965; «Within You Without You», 1967). Da allora è apparso nella world music, nell'ambient, nella new age e nelle colonne sonore.